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La norma del decreto rilancio sull’ ecobonus al 110%, al via dal 1º luglio, consente oltre alla detrazione del 110% in dichiarazione dei redditi anche una cessione del credito o uno sconto in fattura. E non solo per i lavori del superbonus, ma anche per i lavori di ristrutturazione, dell’ecobonus tradizionale e del bonus facciate. Vediamo come funzionano

L’ecobonus al 110 % riguarda i lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico (sismabonus) per particolari categorie di lavori che portino alla riduzione di almeno due classi di consumo energetico. I lavori che danno diritto alla detrazione del 110 per cento sono ammessi nei condomini anche per le seconde case, mentre sono escluse le seconde case se sono villette unifamiliari.

Questa detrazione può essere fruita in dichiarazione dei redditi in cinque rate annuali di pari importo o in alternativa è prevista la possibilità di accedere alla cessione del credito o un sconto in fattura da parte dei fornitori, i quali, a loro volta, potranno cedere il credito alle banche o intermediari finanziari.

A dirla tutta per la piena operatività dello sconto del 110% si dovranno attendere i decreti attuativi, ma siamo molto fiduciosi.

 

Non è tutto perchè, al capitolo ecobonus, è prevista un’altra importante novità.

La cessione del credito o lo sconto in fattura si potranno richiedere non solo per la detrazione dell’ ecobonus o del sismabonus al 110, ma anche per i lavori di ristrutturazione o per l’ecobonus al 50%, ma anche per il bonus facciate al 90%. E non solo per i lavori eseguiti a partire dal 1ºluglio, ma anche per i lavori di ristrutturazione già eseguiti in passato e si potrà trasformare lo sconto in credito da cedere alle banche.

Una misura molto importante per tutto il comparto dell’edilizia.

Ma chi può usufruirne?

A usufruire dell’ecobonus per la ristrutturazione sono i condomini, gli Istituti delle case popolari e nel caso di lavori eseguiti sui singoli appartamenti le persone fisiche fuori dall’esercizio di attività di impresa.

 

Ma quali sono i lavori ammessi all’ecobonus 110% ?

Sono detraibili le spese effettuate dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per tre grandi lavori di ristrutturazione: isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio per almeno un quarto della stessa superficie (il cosiddetto cappotto termico) con un limite di 60mila euro moltiplicato per le unità abitative presenti, per la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione per un limite di 30mila euro moltiplicato per ogni singola unità abitativa.

Per le unità unifamiliari per la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati, con un ammontare delle spese non superiore ai 30mila euro, comprese le spese per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito.

In entrambi i casi l’ecobonus al 110% vale anche se questi lavori sono associati all’installazione di un impianto FOTOVOLTAICO.

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Cosa succede nel caso di lavori come la sostituzione di infissi, delle fineste, delle tende da sole, dei condizionatori o dei serramenti?

Succede che non si applica l’ecobonus al 100% per questi lavori, ma rimane la vecchia detrazione dell’ecobonus dal 50 al 65%. La detrazione però sale al 110 per cento nel caso in cui tali interventi “siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi sopra citati.

Tutti i lavori per avere diritto all’ecobonus 110 per cento devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Qualora esso non fosse possibile, il raggiungimento della classe più alta, da dimostrare tramite l’APE (attestato di prestazione energetica). Solo in questo caso si ha diritto a una detrazione 110 per la ristrutturazione.

 

​​Per i lavori nella seconda casa?

Secondo l’interpretazione fatta dall’Ance, la detrazione del 110 %  per i lavori maggiori vale nel caso di un condominio per tutte le abitazioni siano prime o seconde case. Escluso il caso dell’ecobonus per una seconda casa che sia unità unifamiliare o nel caso di “lavori minori” associati a interventi  strutturali

La cessione del credito, come funziona?

La cessione del credito per l’ecobonus consiste appunto nella cessione del credito maturato (ovvero della cifra che verrà restituita al cittadino nell’arco di cinque anni) a intermediari finanziari (banche o assicurazioni) o alla stessa impresa che ha realizzato i lavori, che lo incasserà dal fisco. Una misura che permette alle famiglie di far svolgere gratuitamente i lavori di ristrutturazione che rientrano nell’ecobonus al 110%.

Nell’ultima versione dell’ecobonus al 110 % inserita nel decreto rilancio 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è prevista anche la possibilità di utilizzare la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura non solo per l’ecobonus al 110%, ma anche per i lavori di ristrutturazione con una detrazione al 50%, per gli ecobonus al 65% per il bonus facciate al 90%, non solo per i nuovi lavori, ma anche per quelli già fatti.

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